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C'era una volta... | La Voce del Padrone
 

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C'era una volta...

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Si dice che, tanto tempo fa, l’antico popolo italico scelse di affidare il proprio destino alla setta dei risanatori dei conti pubblici che per lunghi anni aveva vagato per il Paese predicando rigore e austerità nel nome supremo degli interessi inviolabili della nazione.

Promisero – e mantennero una volta ascesi al potere – lacrime e sangue perché così non si poteva andare avanti e decisero di imbandire le tavole dei sudditi a solo pane e acqua perché ognuno avrebbe dovuto fare la sua parte mettendosi ginocchioni nell’atto di penitenti.

Secondo gli antichi testi, la cura diede immediatamente i suoi benefici effetti come dimostra questo brano appartenente alla famosa raccolta delle “Meditazioni” del Grande Cerimoniere:

«La revisione al rialzo delle stime sull'andamento del Pil è indubbiamente una buona notizia. Ma sarebbe pericoloso — oserei dire una "tentazione diabolica" — pensare che un anno di crescita all'1,5-1,6%, dopo vari anni di "zero virgola", sia la soluzione al problema dei nostri conti».

Prudenti, saggi, risoluti a resistere fino in fondo alle malie del demonio, misero in guardia dalle tentazione di pensare che si sarebbe compiuto il sacrificio supremo in una sola quaresima. Giammai! Dai pulpiti di ogni chiesa le omelie si ripetevano ossessive. Poi lo spiraglio, ma la luce non sarebbe giunta ancora per molto:

«Il consuntivo del 2006 pubblicato oggi rappresenta un risultato molto positivo. Il netto miglioramento del fabbisogno registrato costituisce infatti una base solida per l'attuazione operativa della manovra finanziaria appena approvata dal Parlamento. Questi dati incoraggianti non autorizzano in alcun modo ad allentare lo sforzo di risanamento dei conti pubblici. La politica di bilancio avviata dal Governo deve essere continuata con determinazione, al fine di sostenere in maniera strutturale la crescita del Paese».

Tommaso Padre Santissimo

Sul più bello, però, quando tutti erano rassegnati ad un quinquennio di stenti, l’improvviso miracolo. I conti erano tornati sorprendentemente a posto, anzi una tale abbondanza di raccolto aveva consentito il ripristino dei banchetti luculliani offerti a centinaia di migliaia di invitati. I dipendenti del Regno beneficiarono per primi della nuova età dell’oro trovandosi una saccoccia molto più pesante e accolsero a braccia aperte ben 60.000 nuovi colleghi.

La più grande campagna di reclutamento della Storia repubblicana – disse Fioroni, uno dei migliori cervelli del Consiglio della Verità – e, finalmente un’operazione di giustizia sociale.

[Non servono a un cazzo, ma portano tanti bei votini. Libera traduzione dell’autore dall’antico italico].

Poi, in pieno orgasmo da ritrovato benessere, il capo sacerdote decise di eliminare le barriere architettoniche alla pensione affidando ai suoi rosso tonacati compari il compito di trasformare gli scaloni in scivoli. Anzi, meglio, in scale mobili cosicché nessun cittadino avrebbe più dovuto faticare per presentarsi all’uscio mendicando la miseranda rendita offerta in premio ad una vita di lavoro.

[Anche in questo caso, nessun problema coi conti, ma altri bei votini messi in cascina. Seconda libera traduzione]

Il consenso al nuovo corso crebbe rapidamente e la gente cominciò a pensare che, in fondo, questi qua non erano poi tanto male: pensavano ai poveri, si struggevano per le iniquità sociali e lavoravano senza sosta per trovare i soldi sufficienti a garantire una vita serena anche al più disgraziato villano del reame. Qualche timido applauso emerse tra i fischi e sbocciarono i primi distinguo. La setta dei risanatori continuò a spargere nell’aria la sua magica polverina dell’illusione e la gente, a poco a poco, si convinse che la via indicata avrebbe portato alla felicità promessa. Passò poco tempo e il Gran Ciambellano, ormai vecchio e stanco, fu sostituito da Uolter Primo che portò a compimento il disegno del predecessore. Si mise coraggiosamente alla guida del popolo e, al suono del piffero, lo condusse alla terra promessa. Da allora non si ebbero più notizie degli antichi italici. Qualcuno dice che si rifugiarono al centro della Terra, altri che partirono verso il cielo a bordo di una enorme astronave e finirono per insediarsi su una delle stelle di Orione. Altri ancora pensano che abbiano subito una trasfigurazione e siano, oggi, gli spiriti che più di qualcuno giura di sentire lamentarsi, di notte, nei vicoli bui delle città. A noi resta solo il ricordo, misto a leggenda, di un’intera civiltà che sparì in un giorno lasciando pochissime tracce. Per lo più di sterco, quello nel quale abbandonò i suoi eredi.

(Nella foto, Uolter Primo in un raro ritratto)

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ritratto di Mthrandir
 

Ma se al posto di alzare le tasse abbassassimo gli sprechi? Tipo questo (lo ammetto, il merito è di BiGi, è stato lui a trovare l'articolo):
http://www.repubblica.it/2007/07/...
perché, visto i più che lauti (lautissimi) stipendi che percepiscono il pasto non se lo possono pagare da soli???

Ragazzi, forse avete qualche probl... è la 5a volta che non riesco a vedere i commenti appena postati...

Grazie della citazione, Vaalyah!

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