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Il consiglio di classe boccia il governo

Fin dai tempi lontanissimi delle mie frequentazioni liceali sono onorato membro di una delle categorie professionali più numerose del paese. Senza entrare troppo nei dettagli, stavo felicemente nel gruppo di soggetti sui quali i professori esprimevano meccanicamente un giudizio che era un capolavoro di politically correct: “Non è che non ci arrivi, è che non si applica”. Una formulazione geniale che si prestava a definire un intero universo di fancazzieri e di piccoli profittatori impegnati notte e dì nella ricerca di ogni trucco possibile per salvare la ghirba alle interrogazioni e di strappare il minimo sufficiente ai compiti in classe.

In qualche caso, capaci di trovate spettacolari che portavano in cascina voti di molto superiori ai reali meriti. Tant’è che, quando uscii dalla grande prova della maturità centrando un 58 su 60 il mio professore di latino e greco – uomo di meravigliosa intelligenza, profondamente colto, ma totalmente inadatto all’insegnamento – mi consigliò con la consueta pacatezza di non cedere alla tentazione di montarmi la testa facendomi notare che, quand’anche avessi cinto la capoccia con il lauro universitario, sarebbe stata una scelta opportuna esporre una targa in ottone con il titolo di “dottore” di dimensioni più contenute della media.

Fu un consiglio prezioso, molto più prezioso di interminabili ore spese a provare a tradurre testi greci che, in terza liceo, non sapevo nemmeno leggere. Questa lunga premessa per dire che, al contrario, il nostro presidente del consiglio non deve aver avuto la medesima buona sorte nel periodo della formazione, almeno a giudicare da quello che succede.

Ribaltando i termini del giudizio, siamo di fronte ad un governo che: “Non è che non si applichi, è proprio che non ci arriva”. Il problema è che nessuno ha dato a Prodi gli stessi saggi consigli che diedero a tanti come me e quest’uomo si è convinto di potersi presentare in pubblico facendosi apertamente beffa della logica e del buon senso. In sostanza, pretende che tutti quanti buttino giù d’un fiato tutte le fesserie che spara su coerenza, serietà, rigore e santità del programma elettorale pur concedendosi su questi argomenti ben più di qualche deroga.

L’ultima smentita, ma solo in ordine di apparizione, gli arriva in un giorno solo dalla Comunità Europea e dal Fondo Monetario Internazionale i quali, dopo aver dato un’occhiata al DPEF, fanno sapere in coro che si tratta di un documento che ha più buchi dell’emmenthal.

A dire la verità, l’aveva già detto – e scritto – la Corte dei Conti e per averne una descrizione esauriente, vi andate a leggere questo post di Phastidio. Se non lo capite, non avete speranza e vi conviene rinunciare perché siete della stessa risma di quelli che si applicano, ma non ci arrivano.

Ora, la Corte dei Conti diceva, in linguaggio neanche molto edulcorato, che è stupefacente che TPS abbia superato gli esami di quinta elementare perché i conti che fa sono sconsolanti: non ce n’è uno che torni e, nei casi più complicati, mette il risultato sperando che nessuno si accorga che ha saltato tutti i passaggi. Lo facevo anch’io, ma avevo 10 anni e non ero ministro, salvo poi essermi ravveduto cammin facendo.

La Commissione Europea e il FMI rincarano la dose dicendoci che l’andazzo può risolversi in un disastro, specie se si rinunciasse allo scalone previdenziale per dare soddisfazione ai 20 comunistelli incappucciati che tengono sotto scacco un intero Paese, pronti a fare la spesa proletaria per risarcire socialmente una classe operaia che, nei termini in cui la concepiscono, non esiste più da almeno 20 anni.

Pur non coltivando eccessive simpatie per l’ecumenismo europeo né grandi speranze nel FMI, mi sembra evidente che, se nel giro di una settimana tutti ti dicono che l’interesse del Paese è quello di risolvere la trattativa sulle pensioni mandando i sindacati e rifondazione a scopare il mare con la forchetta, pretendere di fare proprie le valutazioni di Russo Spena quando sostiene che per i conti pubblici non c’è problema di equilibrio è un’operazione che si giustifica soltanto in un modo. Significa che degli interessi del Paese se ne frega pur di restare in sella a Palazzo Chigi. E che, di conseguenza, se ne frega della serietà, della coerenza, del rigore appellandosi all’enciclopedia del programma nella parte comoda alla bisogna.

Questo dicono i fatti al di là del tifo e della preferenza politica. Per cui, ricorrendo al cinismo di De Mita, si cominci a cercare un medico legale che certifichi il decesso del morto e si cambi strada prima che l’intera nazione si veda costretta a dibattersi nello stesso sacco in cui si sono chiusi Prodi e la sua allegra banda di lestofanti. Sappiano i tattici e gli strateghi della politica (quella con la “p” minuscola) che il suicidio di Prodi lo pagherà anche chi dovesse succedergli, chiunque esso sia. Qui il problema non è più quello di farlo cadere, ma quello di farlo interdire prima che accada l’irreparabile. Dovrebbe essere chiaro a tutti, minoranza di governo e opposizione, che siamo allo sbando e nelle mani di gente che ha debiti formativi oramai non rimborsabili. Dovrebbe, appunto, perché il fatto che non accada alcunché lascia sempre il dubbio che anche quelli che dovrebbero, o potrebbero, fermarlo siano catalogabili nel medesimo mazzo di coloro che, pur applicandosi con dedizione, non ci arrivano.

(Nella foto, il primo della classe)

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ritratto di Mthrandir
 

Bé se hai preso 58/60 tanto somaro non dovevi essere, non può trattarsi solo di una botta di c..o!
Ormai è chiaro a tutti che la politica (quella con la p minuscola) è soltanto un mezzo per entrare a far parte della "casta" e trarne i dovuti vantaggi. L'unico interesse di questi signori è stare con le chiappe bene incollate alla cadrega. E ci stordiscono con i loro discorsi sulla moralità, sul sacrificio per il bene del Paese (e loro che sacrifici fanno che non si pagano neanche i gelati o la tintura per i capelli?!?!?) e sulla necessità di risanare i conti pubblici.
Tutti obiettivi nobilissimi, per carità, ma che prezzo devono pagare i cittadini italiani per conseguirli?
Una domanda off topic: l'UE, che è una sovrastruttura governata da burocrati e banchieri che vanno in crisi ogni qualvolta il loro caro (in tutti i sensi) euro rischia di indebolirsi un pochettino, e che ci bacchetta perché noi, insieme alla Francia e alla Spagna, non riusciamo a stare entro i limiti rigidissimi da loro fissati per evitare che salti il patto di stabilità, non si rende conto che magari una piccola svalutazione dell'euro porterebbe un po' di ossigeno ai Paesi membri e magari aiuterebbe le esportazioni?
Magari sono ignorante io, gli specialisti sono loro, ma è un'idea che mi frulla spesso per il capino...

Le affermazioni di Prodi mi suonan tutte come: "non è come sembra, posso spiegarti tutto".

Insomma... cerca di far qualcosa, non ci riesce, fallisce reiteratamente e platealmente. Tante ed ancora tante volte che non basterebbero 5 piani di morbidezza per appuntarle tutte. Colto in flagrante, dai dati, dall'opposizione, dai fatti, dai suoi alleati, dalla Corte dei Conti, dalla Comunità Europea, dal Fondo Monetario Internazionale e perdonatemi se non ricordo tutto, riesce solo a dire: "va tutto bene" o, al massimo, metter su uno di quei teatrini allegorici su medicine, cure e supposte più o meno grosse.

In tutta sincerità, guardandolo in tv lo stimolo di prenderlo a schiaffi è più forte di qualunque cosa, anche se sullo schermo passa la Yespica nuda.

Non abbiamo una classe politica, abbiamo delle zecche, notoriamente difficili da debellare. La sensazione di precarietà cresce a dismisura e non c'entra un tubo il riscaldamento globale anzi, che non sia proprio l'attrito derivante dal vorticoso rotear d'appendici pendule a riscaldare il pianeta.

Uff, meglio che vado a lavorare và....

Complimenti per l'ottima maturità conseguita, però, se solo ti fossi appicato un filino di più... A proposito, ma Prodi quanto avrà preso alla maturità? Oppure ancora non è maturo?!?

We, giovani, guardate che si è trattato di un furto con destrezza, niente di cui andare fieri. Era solo per dire...
Gloria: riguardo l'OT i problemi sono parecchi. Tra i tanti, non dimenticare che l'Iran sta facendo una guerra spietata al dollaro e questo influisce non poco.:-)
ErreBi: vero, se non fosse ancora più inverosimile l'ipotesi, sembra uno preso tra le lenzuola con la moglie di un altro. Però questo è decisamente troppo, anche come metafora:-)
Nick: Prodi l'avrà presa honoris causa. A 50 anni:-)

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