
Finalmente l’oracolo ha parlato ed è stata una vendetta spietata nei confronti di una platea che troppo a lungo non ha potuto deliziare in prima serata: è stato un monologo di un’ora e quaranta senza nemmeno un intervallo per la pubblicità, roba che ormai si vede solo sulla pay tv.
Poiché a quell’ora (il Messia è apparso alle 17) di solito la gente lavora, dobbiamo credere ai resoconti della stampa per sapere quali strabilianti idee abbia messo in campo l’uomo nuovo del Partito Democratico e per tentare di capire dove costui intenda andare a mieter voti. L’impressione è che pensi ad un partito color rosato, nel senso sia di un partito ex comunista stinto e slavato sia di una combriccola composta per metà da donne. Tutto sommato, collocazione prevedibile visto che nella zona rossa lo spazio è occupato e impermeabile, mentre al centro l’unico problema potrebbe essere Casini, cioè un non problema.
L’esordio è scolastico e un tantino omissivo perché il sostegno al governo Prodi si doveva dare e ieri non era giornata per disquisire della relazione della Corte dei Conti la quale esprime giudizi non proprio esaltanti sul preteso risanamento dei conti pubblici. In sostanza, secondo la Corte il Prodi non ha rimesso a posto un bel niente e le sue ricevute sono mezze farlocche: senza l’inasprimento fiscale i conti non solo traballerebbero, ma sarebbero insostenibili, il tesoretto non arriva dalla lotta all’evasione e si spende di più di quello che si incassa.
Non male come operazione di rigore. Ma sono dettagli ininfluenti perché, essendo Prodi già morto, ai funerali non è carino ricordare le magagne del caro estinto.
Infatti, il sostegno formale è subito smentito dalle linee programmatiche dettate al futuro Piddì: merito, mercato, opere pubbliche senza egoistici no e giù le tasse. Un po’ Sarkozy e un po’ Berlusconi, ma in salsa cocktail e smentita ufficiale di condivisione di un anno di non governo.
Bisogna credergli? Chissà… Al momento è una dichiarazione di intenti perché manca la controprova, ma un’osservazione si può fare fin da adesso.
Al di là della voglia di Piddì clintoniano, poi i conti bisogna farli con la realtà la quale, a differenza di Uolter, preferisce i numeri alle brillanti ipotesi. Seguendo i numeri e a parità di legge elettorale (difficile immaginare rivoluzioni nel settore), ad oggi Uolter aggiunge poco alla minoranza di governo, nel senso che il suo 9 o 11% “aggiuntivo” lo raccatta soprattutto tra quelli che a sinistra ci sono già, in modo più o meno convinto. Ma noi siamo di manica larga e, per un minuto, ci accodiamo alla propaganda mancina ammettendo che siano tutti voti che si aggiungono a quelli attualmente accreditati alla coalizione di governo. Se così è, il Piddì spicca un salto attestandosi al 33%, diventa il primo partito italiano (che, per un partito che non c’è è già un bel risultato), ma sta due-tre punti sopra l’Ulivo quando si è presentato alle elezioni sotto un’unica bandiera. Chiaramente, non sono numeri tali da permettere l’esclusione dall’alleanza dei rottami del comunismo. I quali, anzi, lavorano per fare la Cosa Rossa. Diciamo, sempre per un minuto, che rivincono e prendono un generoso 51% (alle ultime elezioni hanno preso meno).
La rivoluzione mediatica di Uolter trasforma la coalizione in un qualcosa che, oggi, è una società dove i moderati hanno il 75% delle quote, ma che domani vedrebbe il socio di maggioranza scendere a poco più del 60%. Se già con una maggioranza interna di tre quarti il centrosinistra è ostaggio della CGIL e dei veterocomunisti, non è difficile immaginare cosa accadrebbe con una maggioranza interna ancora più risicata.
Per farla semplice, le belle intenzioni del Salvatore non basteranno a togliere dall’angolo né la coalizione attuale né quella ipotetica futura. Neanche se vince le elezioni, ovviamente. Ne consegue che la platea sognante del Lingotto si è bevuta l’evento, ma lo scenario futuro sembra ancora più fosco di quello presente. In un’ora e quaranta, Uolter non ha affrontato l’unico vero punto della questione, cioè che fino a quando la sinistra italiana dovrà allearsi forzatamente con la sua grassa ala radicale, la partita la vinceranno sempre e comunque gli estremisti condannando i moderati a stare costantemente sulla difensiva. Qui non è questione di volersi smarcare o di voler collocare il Partito Democratico in zone meno ammuffite, ma è questione di incapacità di uscire dal giro delle amicizie pericolose.
Personalmente, una sinistra cazzona alla Veltroni mi starebbe anche bene perché, almeno, sarebbe soltanto inutile e non dannosa. Purtroppo, non è una possibilità concreta, a meno che Uolter non porti il Piddì nel centrodestra. Tanto, sfrangiando qua è là la solita retorica verbosa di questa gente, le linee generali del programma veltroniano avrebbero più punti in contatto con una “visione” di destra che con quella dell’estrema sinistra. Diciamolo, dire che i sindacati difendono le rendite di chi già le ha già assomiglia di brutto agli sfoghi di Montezemolo e dire che l’immigrazione va bene, ma che la sicurezza e la legalità sono obbiettivi prioritari rispetto alle braccia aperte è un altro dejavu. E’ una provocazione, d’accordo, ma ci pensi. Fuori da questa possibilità, non ci sono chances di modernizzazione, ma solo un altro suicidio politico.
Resta un’ultima cosetta da dire, e qui si può anche essere meno politicamente corretti: citare nel discorso la lettera di una ragazza morta di leucemia che ha deciso, prima di morire, di “regalare” un’adozione a distanza a chi resta facendo intendere che si trattasse di una potenziale elettrice del suo Partito Democratico non è operazione di mero cattivo gusto. C’è, o ci dovrebbe essere, un limite al cinismo. I genitori della poveretta saranno anche stati felici di un “omaggio” pubblico, ma loro sono da comprendere. Chi usa questi mezzucci, invece, è solo da compatire.
(Nella foto, Veltroni dopo il discorso)
UPDATE: Secondo l'amministratore delegato di Domoskopea, ho ragione su tutta la linea. Confesso che non ci siamo sentiti al telefono, ma che ci è arrivato da solo. Questo spiega perchè lui è amministratore delegato e io un povero pirla di blogger:-)














Ma poi chi si fida più di costoro, anche Prodi diceva che avrebbe abbassato le tasse e invece siamo arrivati che sono stati decurtati gli stipendi. Coglioni una volta sola, basta e avanza.
Secondo me il presupposto sbagliato è credere a ciò che dicono. Penso che se qualcuno avesse il coraggio di candidarsi dicendo "Non me ne frega niente dell'Italia vado solo per ingrassare le mie casse, votatemi!" darei il voto più volentieri a lui. Tutti si comportano allo stesso modo... ma almeno apprezzerei la sincerità! (cosa fa dire la disperazione -_-' )
amo certe vetture (anche se il buon Prodi, tra macchina e moto mi ha aumentato i bolli per un totale di 50 euro), le novità, le nuove forme, le soluzioni stilistiche e meccaniche...
Persino la citycar economica m'attrae, quando ci sono i faretti alogeni della concessionaria che scintillano sulle particelle di metallizzato e le gomme nuove con i baffetti poggiano su di un pavimento lucidato a specchio.
E poi che bisogna fare i conti: sull'asfalto, con una pellicola di smog opacizzante, qualche bozzetto da parcheggio, un graffietto qua e là, una borchia spaccata, il tappettino con l'orecchio ed il buco di sigaretta sul sedile.
Ci vorrà qualche mese, aspetto con ansia la prova su strada della Veltroni station wagon. Ma ad onor del vero, già guardando i disegni c'ha tanto di Trabant :))
- Sullo stralcio della lettera: non ho sentito il discorso né il contesto in cui è stato inserito; ma in ogni caso, a prescindere da quale esso sia, la sensazione immediata che ho provato è stata di profondo, vomitevole disgusto.
Poiché a quell’ora (il Messia è apparso alle 17) di solito la gente lavora
Messa così sembrerebbe QUASI che il target della concione NON fosse la gente che lavora...ma piuttosto la gente che NON lavora (o meglio, che NON HA BISOGNO di lavorare...per dirla con Blondet, i "milionari di Stato")...
O ho capito male?
Eppure la sinistra non dovrebbe essere dalla parte dei proletari?
A meno che sia dalla parte dei proletari che fanno 6-14 e 22-6...
Ottimo, un post veramente interessante. L'embrione piddi rischia l'aborto o quantomeno un parto travagliato, Veltroni viene visto come il salvatore della patria di sponda rossa o biancorossa, la platea del lingotto applaude e spera, i giornaloni vicini ai rossi lo annunciano come un dio pronto a sacrificarsi per il popolo di sinistra, lo si dipinge come il nuovo che avanza, l'uomo della svolta. Ma quale svolta? quella in salsa rosa? Veltroni non è il nuovo e non è certo un capo carismatico. E' uno che ama non prendere posizione, è uno che si inquadra bene nella schiera dei cerchiobottisti tipica di questo Paese. Se Veltroni è la soluzione ai mali del centrosinistra allora la CDL può stare tranquilla. Probabilmente è meglio l'aborto per questo PD. saluti pierluigi
Lorenza, non sarei così ottimista. I masochisti abbondano nello stivale:-)
Valyaah, per questo siamo di centrodestra. Ci si contenta di quello che passa il convento senza ambizioni alla superiorità morale.:-)
ErreBi, la vettura di Uolter è una 500 da 50000 eurini. Prima rata nel 2009:-)
BiGi, il target di Uolter non può essere la gente che lavora per una semplice constatazione: non c'è alcun punto in comune tra le categorie:-)
pierluigi, grazie. Credo che nella CdL nessuno sia realmente preoccupato. Ossignur, dimenticavo Casini, ma lui ha altri piani. Quello di sparire, ad esempio:-)
Quello che non ho capito: ma il Messia ha si o no compiuto il miracolo di dividere le acque del nilo per fare arrivare il suo popolo al tesoretto promesso?
Ma... l'oracolo non stava solo su Matrix? No, perchè questo è solo un miserrimo clone. I cloni si sa, sono imperfetti e muoiono prima del previsto. Cooomunque, l'oracolo avrà pure parlato ma... il marasma nel partito DEMOCRATICO resta sempre lo stesso e non riuscirà a mettersi daccordo con altre mille testine. Magari non riesce nemmeno ad andare troppo lontano...
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