
Quasi sempre le sinistre "mediterranee" si reggono mediante un paralizzante connubio retrò riformisti-massimalisti. Tale forzata coesistenza in nome della conquista del potere deriva dalla forza storica dei partiti comunisti, che hanno "rimosso" - anche con mezzi violenti, vedi Italia - le esperienze socialdemocratiche.
L'equilibrio tra le varie componenti della sinistra "di lotta e di governo" è comunque profondamente instabile: alla prima tornata prodiana il governo implose sulla politica estera, con la seconda si sono votati all'immobilismo pur di guadagnare tempo e tentare di consolidarsi. Hanno sbagliato ancora una volta, perchè il problema è intrinseco e non dipende da quello che fanno o meno.
Quel che è troppo è troppo; ora a salvare il salvabile pare dice sembra verrà chiamato "a new (?!) kid on the block", il carismatico (?!) Ualter Ueltroni. Le analisi, assieme ai consigli non richiesti, fioccano, uno, anzi due interessanti arrivano da Camillo.
Camillo è forte, Camillo è intelligente; Camillo se la tira pure, diciamolo, da bravo giornalaio go-capìo-tuto-mi; dall'alto di questo status, i suoi due consigli sarebbero i seguenti:
1) no alleanze con la sinistra massimalista;
2) chiedere a Berlusconi di fare altrettanto con Lega e destre fasciste.
Visto che queste ultime pesano lo zerovirgola, il Nostro in sostanza vagheggerebbe che il Cav. mollasse l'invisa Lega.
Tant'è; pur apprezzando l'intento di sciogliere gli ormeggi con la sinistra radicale, c'è da rimanere perplessi di fronte al prodotto di cotanto sforzo bipartisan da parte del giovane e brillante giornalaio neocon. Come se fossero SOLO le ancore massimaliste - con quelle leghiste (?!) a ormeggiare l'Italia agli anni '70; ma di questo parleremo più avanti.
Veniamo ai suggerimenti a Ueltroni: il primo tralascia che se solo venisse a galla un suo retropensiero del genere, non ci metterebbero tre secondi a bollare pure lui da "servo di Montezemolo" e gettarlo a mare come uno Speciale, un DeGennaro qualsiasi; ma Sua Ecumenicità non mi pare così sprovveduto.
Anche il secondo consiglio di Camillo non ci pare francamente molto potabile. Invece di affermare chiaro e forte: "cara sinistra riformista che hai affossato socialisti e socialdemocratici, abbassa lo sguardo e finalmente ritirati per un po' a lavorare su te stessa", si vorrebbe chiedere al Cav. il favore di giocare senza Lega per dare una chance a una sinistra "depurata" (? da che? Dal suo esser intrinsecamente statalista e dirigista forse?).
Della serie, che nessuno sia mai chiamato a pagare per i propri errori, messaggio invero molto liberal europoide e poco neocon amerikano. A onor del vero, la faccia come il ... per provare 'na mandrakata del genere Ualter cellavrebbe pure....
Il Nostro sostiene 'sto bel paio di ideone con alcuni esempi francamente inconsistenti e fuori luogo, tipo Sarkozy e la sua "rupture", spacciando ai più distratti una cesura etica e ideale richiesta a ogni singolo francese, come fosse il banale rigetto di alleanze politiche con Le Pen o altro, peraltro mai viste in nessun passato da parte di nessuno da quelle parti.
Suggeriremmo al Nostro di Lasciar perdere l'elitario approccio "Volonteroso" e verticistici "patti tra gentiluomini"; vedremmo bene invece il nostro giovin giornalaio a respirare odor di "sociale" là dove si tira la carretta per tutto il BelPaese.
Ciò che il valido analista siculo-romano-newyorker si rifiuta di cogliere nel suo ragionamento è ad esempio che la Lega al Nord non è una causa ma un effetto profondo. Carisma del Berlusca a parte, non c'è più alcun "flaccido imbroglione" politicante in grado di ammannire a colpi di chiacchiere e distintivo la gente che s'affanna tra la Dora Baltea, il Po, le Alpi e l'Adria: sempre più de-assistita e localista (anche se non si perita di proiettarsi dalla Romania alla Cina), anti-Stato e allergica ai carrozzoni buro-cultural-industrial -sindacal-bancari.
Se è vero che la politica si fa con le idee ma anche e sopratutto con la capacità di fare, come si può non cogliere che le uniche facce di amministratori presentabili, fresche, giovani, toste e antipolitiche le tira fuori regolarmente la Lega e solo qualche volta la Cdl tra Sicilia, Reggio e Puglia ? Speriamo tutti nello stimolo al ricambio da 'sti Circoli della Libertà ...
In tale scenario, associare Lega con destra nazionalista significa non aver capito niente.
Siamo alle solite, l'odore di sudore e le imprecazioni che salgono dalle strade intasate del Nord evidentemente non arriva fino ai piani nobili aldilà degli Appennini. Mettere le patatine a friggere sempre nello stesso olio Volonteroso porta solo a un bel back to the future da Prima Repubblica, una confrontation tra Pci e Dc rieditati e scheckerati, non per caso gradito ai Tabacci, alla grande industria sovvenzionata e alle banche.
Ci permettiamo di dare noi un consiglio di buon senso a Camillo, dal basso del nostro "hit the road" pluridecennale, poco analitico forse, ma molto pratico e "proven".
Quandanche le intuizioni sopraffine, tra un cappuccino di fronte al Pantheon e un daiquiri in Fifth Avenue (bella la vita del giornalaio!), fossero agibili oltre che "politically correct", non va mai dimenticata la regola fondamentale dell'umano agire: non è solo la bontà dell'idea, va presa in considerazione anche l'attitudine e le capacità del personaggio di implementarle nel reale.
Per capire come agirà qualcuno nel futuro si guardi cosa ha fatto nel passato. Su Ueltroni Ualter, pur stendendo un velo pietoso sul suo "saper fare" che sicuramente gli procurerà un sacco di fan tra Milano e Trieste, altro che addio alleanze coi radicali di sinistra! Li ha chiamati tutti a raccolta per reggersi a Roma, affidando responsabilità persino a vermi, amebe e dell'Erme.
Camillo, lasciamo stare vah.
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