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Epifani e il sacco di Roma | La Voce del Padrone
 

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Epifani e il sacco di Roma

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Secondo Epifani, non si conducono trattative con la calcolatrice in mano per vedere se uno certe cose se le possa permettere. Speriamo che la spesa, almeno a casa sua, la faccia la servitù perché altrimenti ce lo ritroviamo sul lastrico e avremo presto un’altra bocca da sfamare a carico della collettività. Il generalissimo della CGIL si irrigidisce di fronte alla candida ammissione di fallimento che il buon Padoa Schioppa fa sui conti pubblici: vanno male, molto male, nonostante ci si sia ferocemente provati a rapinare chiunque di qualsiasi cosa. Ma Epifani se ne frega perché sullo scalone non ci vuole stare e, costi quello che costi, quella roba lì non s’ha da fare. Del resto, sa di avere di fronte dei negoziatori disposti a cedere sempre e comunque con i quali ha in comune un solo punto, cioè il disprezzo assoluto degli interessi generali. Fresco della vittoria ottenuta sulle rivendicazioni salariali dei valorosi dipendenti pubblici, ha deciso di inseguire il “nemico” in rotta e di dare l’assalto ai granai per portare via tutto il possibile. A quanto pare, nessuno sembra in grado di contrastare la sua inarrestabile cavalcata verso la conquista del bottino e, constatata la morte di chi dovrebbe fargli da freno, ad opporsi resta la società “civile” dalla quale sbuca furibondo Montezemolo. Ma è una resistenza disperata, a meno che non si decida a ricorrere alle maniere forti e si presenti con le carte giuste a chiedere l’abdicazione di Prodi. Forse c’è qualche buon segnale di speranza, ma bisogna aspettare mercoledì quando la stella cometa del Partito Democratico apparirà sul campanello di Veltroni per indicare al popolo che il nuovo Re è nato. Speriamo che accada presto e che i giochi per la sostituzione di Prodi si compiano in fretta, anche a costo di accettare a narici tappate un passaggio di consegne interno all’attuale minoranza. Se questi scalcagnati governanti continuano a massacrare il paese come stanno facendo sarà difficile per chiunque ricostruire qualcosa partendo da un simile disastro.

Il problema vero non è più neanche Prodi, che è un morto che cammina, ma il vuoto che ha fatto intorno e il suo folle deambulare nelle stanze deserte del castello nel quale si è rinchiuso: rinunciatario in economia e passivo con gli esagitati, ha alzato la testa solo per disfare i rapporti tra le istituzioni inanellando una serie di decisioni – Pollari e Speciale - e di non decisioni – De Gennaro – che vanno minando la fiducia anche in quella parte di Stato che dovrebbe restare fuori dalla sfiducia nella politica.

Forte di questa diserzione in massa, Epifani mette al rogo la calcolatrice e lascia che i suoi si abbandonino al saccheggio realizzando l’obbiettivo di un’associazione che, da sempre, concede ai suoi adepti le briciole del presente dopo avergli rubato per intero il futuro. Ancora qualche tempo in queste condizioni e li troveremo seduti nella sala del trono che avranno provveduto a trasformare definitivamente in stalla per i loro stanchi ronzini.

E’ bene che chi può consideri seriamente la necessità di pretendere la testa di Prodi prima che costui consegni la testa del paese ai lanzichenecchi. L’ora è grave, ma non seria. Chi ha qualcosa da spendere, la spenda. Altrimenti resterà a mani vuote.

(Nella foto, sindacalista all’uscita del confronto con le parti sociali)

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ritratto di Mthrandir
 

Mthrandir sei un genio! i tuoi post sono fantastici...appena escono mi butto subito a leggerli!

continua cosi

[...]quando la stella cometa del Partito Democratico apparirà sul campanello di Veltroni per indicare al popolo che il nuovo Re è nato

speriamo i Re Magi non portino Morte, Terrore e Miseria. :))

Anonimo, grazie. Potevi inventarti un nick, almeno ti chiamavo in modo meno generico:-)
ErreBi: al massimo, portano un'altra triennale di cinema papuano che è troppo sottovalutato:-)

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