
E' inutile che si stiamo a prendere in giro, le intercettazioni sul caso D'Alema/Unipol hanno un fattore politico e non penale. Magari moralmente discutibile se vogliamo, ma non stiamo a prenderci in giro, la politica va per forza di cose a braccetto con l'economia, ed il potere politico in Italia viene rafforzato da quello delle Banche (almeno da noi, da altre parti funziona anche diversamente). Quello che invece stupisce è stata la sinistra che per anni ha inveito ipocritamente contro Berlusconi ed il suo conflitto di interssi. Ma ancora più interessante è sottolineare come all'epoca una parte della sinistra stava puntando parecchio sulla scalata all'Unipol, mentre un'altra parte no. Fino al punto di mettere i bastoni fra le ruote. E così poi alla fine è successo. Facendo un rapido calcolo possiamo quindi intuire come già da allora la futura maggioranza di governo fosse già divisa al suo interno. Divisioni "sottocoperta" ma che alla fine sono e risulteranno fatali. Ma non finisce qua perchè di certo non ho intenzione di sparare a zero su D'Alema e soci, come fecero loro su Berlusconi. Qua c'è tutt'altra classe, basta leggersi un paio di quotidiani per capire che i "moralmente superiori" sono come tutti gli altri, anzi peggio. Ma quello che oggi mi chiedo, dopo questa breve premessa, è capire come mai Forza Italia, trainata dal leader dell'opposizione Silvio Berlusconi, non userà il caso delle intercettazioni per affondare Fassino, D'Alema e il prossimo Partito Democratico. Come ho scritto ieri non è un caso che questi tabulati telefonici siano usciti in un momento tanto delicato,subito dopo la sconfitta alle amministrative ed a pochi mesi dalla nascita del Pd. E' facile sospettare forti ingerenze nell'uscita pubblica di queste notizie, il che fa supporre che all'interno della maggioranza se le stiano dando di santa ragione, un pò per intralciare il nuovo nascituro partito degli asinelli ed un pò per uscire vincitori dal tracollo di questo governo che ormai sembra imminente. Tornando a Berlusconi invece la sua strategia sembra chiara e a tal proposito basterebbe leggere una nota del suo partito: "Viene confermato attraverso canali impropri, che per il gruppo dirigente dei Ds L'Unipol era una struttura economica-finanziaria ad esso collegata e ne sosteneva la scalata alla BNL per motivi economici e politici. Ragion per cui le polemiche unilaterali sul conflitto di interesse saltano clamorosamente". Ecco qua le ragioni. La mano tesa verso i "compagni pentiti" non è altro che uno scambio politico, direi equo, al fine di mettere una croce sopra al tanto famigerato conflitto di interessi. E' facile ricordarsi il Pds contro la Dc, il Psi e lo stesso Berlusconi su fatti analoghi. Oggi invece i Ds (sì, sono sempre gli stessi hanno solo cambiato d'abito come faranno ancora con il Partito Democratico) parlano in maniera diversa. Forse perchè questa volta li riguarda da vicino? E poi su, non lo neghiamo: D'Alema è sempre stato e lo è tutt'ora l'unico interlocutore politico di Berlusconi. C'è sempre stata una sorta di amore e odio fra di loro, condito da accordi sottobanco. E' quindi molto improbabile, in un momento in cui il governo ha l'acqua alla gola, che Berlusconi si metta ad attaccare Massimo D'Alema, proprio adesso che, in caso di caduta di governo, potrebbe fare comodo per la successiva legislatura. L'obiettivo del Cavaliere è quello di andare alle elezioni in fretta e con Romano Prodi ancora in carica per decretarne finalmente la fine politica. Di certo la soluzione "Tecnica" proposta da alcuni (es. UDC) non piace. Dopo il tonfo di Prodi, Berlusconi avrà bisogno di una sponda forte, e chi meglio "di baffino" la può dare? Se poi guardate le dichiarazioni degli esponenti Diessini alla vicenda capite subito che la tesi ha un certo suo fondamento, dato che l'indignazione generale del gruppo prossimo democratico è stata tutta rivolta verso la fuga di notizie e non per la strumentalizzazione politica dell'opposizione. Sembra un paradosso, ma oggi il vero nemico della maggioranza è la maggioranza stessa. Altro che opposizione.
A rileggerci













Quello che invece stupisce è stata la sinistra che per anni ha inveito ipocritamente contro Berlusconi ed il suo conflitto di interessi.
Ecco. Appunto.
Non è tanto il fatto in sé che dà fastidio (vabbe', sono comunque vicende poco piacevoli), ma il fatto che questi ipocriti si siano sempre dichiarati di tutt'altra pasta rispetto al faccendiere Berlusconi!
Quello che buona parte dell'elettorato non capisce (facendosi prendere la mano dalle faziosità e dalle antipatie "ad personam") è che SONO TUTTI UGUALI data l'occasione (che come ben si sa fa l'uomo ladro)
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