
Un piccolo gruppo di ricercatori giudiziari ha fornito le prove di ciò che si sospettava da tempo, almeno al di fuori della corrente di pensiero sostenuta da anni dal mondo accademico ufficiale. Dopo un anno di appostamenti in mimetica, sono stati rivelati i risultati di una ricerca destinata a fare rumore e a mettere in discussione la verità ufficiale dei circoli degli intellettuali secondo la quale elettori ed eletti italiani appartengono storicamente a due distinte categorie antropologiche, quella dei moralmente superiori e quella dei moralmente inferiori. Gli esperimenti condotti in ambiente sterile dimostrano che la differenza, fino a ieri attribuita ad una diversa codifica del DNA, è molto meno profonda e che, di conseguenza, non si può parlare di due razze distinte. Dalle tracce di alcune conversazioni telefoniche avvenute tra gli appartenenti all’elite dei cosiddetti “superiori”, rinvenute di recente, emerge con chiarezza che ciò che in passato si era ritenuta prova inconfutabile di una diversità biologica era soltanto un diverso schema di gestione della relazione sociale tra i due gruppi. Per dirla con uno dei capofila della “teoria classica”, una sovrastruttura. Le prove addotte dal gruppo indipendente sono strabilianti: perfino i più alti esponenti della casta dei “superiori” dialogano tranquillamente di denari, scambi tra tavoli politici e pacchetti azionari, acquisizioni e fusioni. E fanno sguaiatamente il tifo per gli amici, proprio come quelli “inferiori”. Prendono tessere e si scelgono per rapporti di “consorteria” familiare. C’è perfino uno dei capi che non capisce un tubo, pur restando abbottonatissimo. Certo, siamo ai primi riscontri, ma sembra già evidente che la tesi della diversità sia un colossale abbaglio.
La scienza ufficiale, naturalmente, ha reagito immediatamente alla notizia liquidando le prove mostrate come “monnezza”, senza specificare se tale definizione debba attribuirsi ad una presunta irrilevanza delle prove stesse o se sia, al contrario, una valutazione del loro contenuto. In questo senso, va sottolineato che anche negli ambienti meno ortodossi sta prevalendo un atteggiamento prudente e che quasi tutti gli studiosi della casta degli “inferiori” sembrano scettici sui protocolli seguiti per gli esperimenti. Probabilmente è una cautela che deriva da anni di sospetti che gravano su coloro che hanno tentato, seguendo la prassi consolidata, di arrivare a dimostrare l’infondatezza dell’assunto classico. Del resto, anche la cautela di questi ambienti è comprensibile poiché tutti gli appartenenti a questa minoritaria scuola di pensiero erano impegnati a trovare prove che non ci fosse alcuna differenza, ma nell’ambito di una presunta uguaglianza nella “superiorità”.
Questo studio, al contrario, dimostra che non esiste alcun motivo convincente per sostenere anche questa ipotesi essendo chiaro e lampante che proprio il concetto di morale, se utilizzato come elemento di distinzione, sia inapplicabile causa l’eccessiva astrazione.
Non risulta, infatti, che alcuno degli appartenenti alle ex categorie abbia mai effettivamente tradotto proclami contenenti il termine “morale” in comportamenti di qualche rilievo pratico, né appare oggettivamente dimostrabile una qualsiasi relazione tra dichiarazione e azione. Su entrambi i fronti.
E’ proprio questo elemento quello che più convince che la scoperta sia non solo attendibile, ma una confutazione vera e propria. Se le abitudini, l’aspetto fisico e i comportamenti sociali sono così simili, pur con qualche differenza di nessun peso, è impossibile sostenere che esista una qualche distinzione naturale che permetta di attribuire qualcuno ad una razza piuttosto che all’altra se non ricorrendo ad alcune pregiudiziali che non hanno alcun contenuto scientifico.
Ne deriva che la ripartizione è sempre stata del tutto arbitraria e che la razza naturale è una sola, quella cosiddetta “inferiore”. Noi non sappiamo se questa sconvolgente rivelazione avrà conseguenze sulle scelte future di chi si è sempre sentito parte della parte migliore del Paese, ma ne dubitiamo perché alcuni convincimenti, per quanto pregiudiziali e palesemente falsi, sono un’arma fondamentale per tenersi stretti alibi formidabili. In fondo, siamo tutti esseri umani, compresi quelli che credono di essere più umani degli altri.
(Nella foto, perplessità nel mondo accademico)














oh, insomma, anche qui ci toccherà di vedere Tolomeo e Copernico in lotta?
Chissà chi sarà il Galilei e chi il cardinale Bellarmino?
Tra 600 anni chiederanno scusa, I suppose.:-)
Il metodo scientifico:
1) raccolta dei dati sperimentali
2) analisi dei dati suddetti
3) tentativo di formulazione di una teoria in grado di dar conto dei dati osservati
4) previsioni di nuovi dati utilizzando la teoria in questione
5) verifica se i nuovi dati sperimentali si situano esattamente dove la teoria li prevede
6) in caso positivo, validazione della teoria, in caso negativo, riprendere dal punto 3
...
scusate, non ho saputo resistere :-P
Ehm... dimenticavo, Mthrandir posso un modestissimo suggerimento? In qualche modo potreste riuscire ad aggiungere tipo un elenco degli ultimi posts scritti? Così potremmo tenere traccia delle risposte senza andare ad aprire tutti i link agli articoli... (meno perdita di tempo per noi, meno risucchio di bandwidht per voi! :-P )
Quando si dice progresso della scienza... Quindi, se ho capito bene, i politici italiani, lontani discendenti dall'"homo erectus" (e prima ancora dalle scimmie), sarebbero tutti evoluti, senza eccezione alcuna, nella grande famiglia dell'"homo suum negotium affaccendatus"... Non si finisce mai di imparare!
Di una cosa sono sicuro: quel piccolo gruppo di ricercatori non può che essere costituito da valenti studiosi che a suo tempo sono stati costretti a emigrare all'estero, naturalmente per sfuggire alla ferrea legge della cooptazione (su base prevalentemente familistica, ma anche di appartenenza politica) vigente nel mondo accademico nostrano. Fossero rimasti, nessuno avrebbe creduto nelle loro potenzialità, sarebbero stati emarginati e, alla fine, allontanati di peso dai laboratori e dalle aule accademiche ...
Con Valyaah non discuto neanche del metodo che è più preparata di me. Ho dato istruzioni al mio braccio tecnologico per isnerire una lista degli ultimi commenti. Così sarà fatto, non so quando:-)
Nick (d'ora in poi abbreviato): sarai mica un eretico anche te?:-)
Wind Rose Hotel: il termine coop-tazione mi pare del tutto adeguato al caso in esame. Temo, ahimè, che la situazione sia l'inverso: sono cresciuti qua e verranno fatti emigrare per evitare che infettino quel modello di sano vivere sociale che presto ci copieranno ovunque. Il mondo ce li invidia questi qua (mica gli studiosi, gli studiati):-)
Oh, che bello, la lista commenti!!! Grazie, grazie, grazie ^^ ^^ ^^
Non esultare troppo che ci vuole il suo tempo:-)
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