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Diamogli il gelato!

Cresce la voglia di leccarlo. Non è il titolo di un film con Rocco Siffredi. Sotto ai pantaloni e alle gonne di palazzo madama si nasconde la pancia, principale attrezzo di lavoro della classe politica italica. E’ dalla pancia che sorge un per includere il gelato nel menù dei nostri senatori. Sì, loro, quelli mummificati che una volta al mese sono tirati fuori dalle bacheche del museo egizio di Torino per dare il voto all’altrettanto mummificato governo Prodi. I senatori sono quelli che rovinano il lavoro dei deputati oppure lo fotocopiano e si prendono lo stipendio d’oro per questo. Proprio loro. Ma questa volta niente guasti del bicameralismo perfetto. La petizione per il cono procede ad alta velocità e riunisce maggioranza e opposizione in un inciucio gastronomico. Tutti a tavola, cioè tutti col gelato in mano. Non solo pancia. Questa volta serve anche la lingua. Normalmente i politici sono abituati a vedere in azione le lingue altrui – adulatori, cacciatori di prebende, gente in carriera o senza altro talento che usare la lingua per lustrare il politico di turno. Invece adesso succede il contrario. Sono i politici ad adoperare la lingua. E che performance! Di fronte ad una succulenta coppetta di gelato artigianale chissà le linguate avide di Mastella, che vuole la coppetta tutta per sé e, visto che il gelato fa bene, perché non azzardare qualche linguata alla coppetta di Berlusconi e a quella di Prodi? Bertinotti invece vorrà socializzare la coppetta e darla al popolo. Maria Antonietta perse la testa per le brioches, ma a Bertinotti taglieranno qualcosa che sta più in basso. Casini darà linguate strettamente al centro della coppetta, mentre Follini partirà da destra per arrivare a sinistra; la Mussolini ingoierà il suo gelato con un’imperiosa linguata; Buttiglione e i teodem si faranno il segno della croce, Marini prima farà la conta dei voti e poi darà la sua leccata bipartisan. Andreotti invece ordinerà un gelato che non si logori troppo per altri cinquant’anni di potere. Mentre gli onorevoli sono indaffarati a mangiare – tanto per cambiare – come sarebbe bello afferrare un cono alla cioccolata e sbatterlo in faccia ad uno di loro, uno qualunque, senza discriminazioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni economiche e sociali. Sarebbe la prima volta che in Italia si applica il principio costituzionale dell’eguaglianza!

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ritratto di Joyce
 

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