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Ogni promessa è debito

Sarkozy ha vinto in Francia (e vincerà anche le legislative facendo sprofondare la sinistra francese in una crisi dalla quale sarà difficile potersi rialzare), non grazie ad una ideologia con il paraocchi o a teoremi astrusi, ma perchè è stato l'uomo della concretezza, davanti ad una sinistra populista e priva di idee. Nicolas ha avuto la grande forza (e furbizia) di offrire soluzioni concrete contro gli specchietti per le allodole e il pressapochismo della Royal. Perchè di questo ha bisogno oggi la politica, tanta chiarezza e tanti fatti. Sarkozy è questo. E per non smentirsi, non solo ha fatto entrare dei socialisti nel suo governo (a riprova della sua lungimiranza politica), ma udite udite, sta già mantenendo le promesse elettorali. Certo in Italia, e per come ci ha abituato il governo di Romano Prodi, questa cosa di mantenere le promesse elettorali dopo pochi giorni l'entrata in vigore del mandato di governo, lascia di sasso. Esistono però, grazie a Dio, uomini politici che fanno i politici, e Sarkozy ne è un esempio tangibile. Era stato uno degli slogan più azzeccati nella campagna elettorale dell'UMP:"Lavorare di più per guadagnare di più". Così era lo slogan, è cosi di fatto sta accadendo. Le misure pensate dal governo di Sarkò, per risolvere il problema dell'inflazione e del potere d'acquisto, sono la detassazione delle ore di lavoro straordinario, e si è già arrivati ad un buon punto del disegno di legge a sole due settimane e mezzo dall'entrata di Sarkò all'Eliseo. Se inzia così figuriamoci il seguito. E' vero che le elezioni legislative del 10 e del 17 di giugno impongono al nuovo presidente di non tenere bassa la guardia, ma io credo che dietro non ci sia solo un discorso di opportunismo politico. L'intenzione non è solamente quella di ottenere quella larga maggioranza di deputati che permetterebbe a Sarkò di adempiere senza intralci al suo programma, ma anche di ottenere una differenziazione con le passate politiche di Chirac, troppo populista quanto inconcludente nei fatti. Sarà Jean Louis Borloo, il ministro dell'Economia, il vero braccio "armato" del presidente. Sarà lui a dover dare luce a questo primo disegno di legge. Infatti , già in questi primi giorni di mandato, sta lavorando alacremente in modo da poterlo presentare quanto prima al Consiglio dei Ministri. Con questa legge Sarkò vuole mirare a svuotare soprattutto la follia delle trentacinque ore settimanali voluta dalla sinistra, oltre finalmente a dare un pò di respiro ai francesi, facendo finalmente pesare un pò di più gli euro che si ritrovano in tasca. Senza neanche farlo apposta, questa idea sul lavoro straordinario ha riscosso nell'opinione pubblica un grande successo, ma ci sono anche delle "spine" che questo disegno porterebbe con se. Per prima cosa ci sarebbe si un rafforzamento del lavoro dipendente già esistente, ma non ci sarebbe spazio per la creazione di nuovi posti (altro grande tema di Sarkozy in campagna elettorale), ed in secondo luogo, alle casse dello Stato, verrebbero a mancare dai 4 ai 5 miliardi di euro appensantendo di fatto il debito pubblico già di per se influente per le politiche economiche francesi. In più la misura servirebbe solo per il personale dipendente lasciando fuori tutti i lavorati atipici, le collaborazioni ed i lavoratori a tempo determinato che di fatto in Francia non possono fare ore di lavoro straordinario. Nonostante queste incrinature Sarkozy continua per la sua strada, conscio di voler mantenere le sue promesse. Certo non è facile fare leggi e governare e solo chi non fa niente non sbaglia. Per questo io, se fossi un francese, dormirei sonni tranquilli, perchè Sarkozy sembra davvero intenzionato a fare bene. In definitiva la linea generale di rilancio economico del paese sembra quella giusta e potrà avere ripercussioni anche a livello europeo facendo girare di più l'economia, che alla fine, in un ottica italiana, è quello che ci interessa di più.

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