
Prodi salva nuovamente la ghirba per il rotto della cuffia affidando a Padoa Schioppa il compito di incassare la peggior figura immaginabile in diretta tivvù. Ma il caso Visco-Speciale, probabilmente, non finisce qui grazie all’ennesima intuizione di Calderoli che, se fosse impiegato esclusivamente a creare trappole, diventerebbe una risorsa insostituibile dell’opposizione. Ma andiamo con ordine. La relazione di Padoa Schioppa deve averla scritta uno di Repubblica perché è il peggior concentrato di calunnie dell’ultima ora messo su a casaccio per giustificare ciò che per altre vie non sarebbe stato possibile fare. In una ventina di minuti il ministro delle finanze, che presta la faccia a quella impresentabile di Visco, fa un ritrattino di Speciale che lascia esterrefatti. Speciale avrebbe usato la magistratura per scopi personali, distrutto la serenità dell’intero corpo della Guardia di Finanza, agito per creare separazione tra il corpo e la guida politica, mancato nel rispettare la consegna della riservatezza e omesso di ricorrere alla doverosa collegialità richiesta ogniqualvolta si debbano prendere decisioni che riguardano il personale delle Fiamme Gialle. E, non pago, avrebbe encomiato a ripetizione il suo aiutante di campo indagato per abuso d’ufficio e per aver distrutto documentazione relativa non si sa bene a cosa. La linea difensiva è veramente penosa, specie quando si sostiene che Visco ha agito in modo corretto e rispettando la prassi relativa alle decisioni dell’Alta Amministrazione. Ma diventa grottesca quando si concentra sull’inadeguatezza di Speciale, unico responsabile della rottura del rapporto di fiducia tra politica e corpo di polizia. E’ una difesa-attacco che stupisce in bocca ad un signore del quale si può non condividere l’operato e l’idea che ne ispira l’agire, ma al quale si poteva riconoscere lo status di galantuomo. In venti minuti ha scelto di bruciare un passato rispettabile piegandosi alla logica mafiosa della distruzione dell’immagine dell’avversario. Se a questo gioco partecipa anche gente come Padoa Schioppa, allora significa che siamo al rompete le righe e che, pur di tenersi la poltrona, questo governo è disposto a tutto. Inutile chiedere al ministro, e chiedersi, perché un cattivo soggetto come Speciale, così palesemente inadeguato, scorretto e nepotista fosse stato destinato alla Corte dei Conti dal ministro stesso. E’ un autogol clamoroso che lascerà il segno anche nella votazione finale portando la maggioranza nel fosso. Le dichiarazioni di voto scivolano via secondo copione, con citazione di demerito alle peggiori (Russo Spena - Rifondazione - che parla di poteri occulti ricalcando un cliché sbiadito che non va nemmeno più sui ciclostile dei centri sociali, e Natale Ripamonti – Verdi e Comunisti Italiani – le cui argomentazioni omettiamo per amore della decenza) e si arriva al clou del voto. Sono 12 documenti, 11 dei quali dell’opposizione. Qui sale in cattedra il genio di Calderoli che non si accontenta di preparare le imboscate, ma si diverte anche ad annunciarle sapendo che le sue prede sono talmente sciocche che ci cascano anche quando hanno letto il cartello che le annuncia. Marini detta diligentemente le regole e rende chiaro all’aula che votare contro un testo significa cassarlo anche dai documenti successivi che dovessero contenerlo. Siccome Calderoli di testi ne ha parecchi, quando arriva il turno della votazione del documento che contiene soltanto l’apprezzamento all’operato della Guardia di Finanza, si alza e spiega ai fenomeni che votarci contro potrebbe non essere una buona idea. Di là sono sospettosi e, per principio, a Calderoli ci votano contro perché la loro ignoranza, che è pari soltanto alla loro superbia, gli suggerisce che ci può essere l’inciampo. E respingono il documento dimostrando una stupidità di una compattezza esemplare. Infatti dieci minuti dopo, quando si vota l’ultimo documento - quello che Mastella aveva a gran voce richiesto per chiudere il caso – la maggioranza riesce nell’impresa di approvare esclusivamente se stessa perché il richiamo all’apprezzamento sull’operato della GDF non vale più, sepolto dal voto contrario a Calderoli. Bagarre finale scatenata da Castelli e Marini è costretto a confermare che dal Senato esce un voto che approva soltanto l’operato del governo e che non dice una parola sulla guardia di finanza. Risultato finale: vittoria per distacco dell’opposizione che, in un giorno solo, ottiene lo sputtanamento del ministro delle finanze (che cita Eraclito a sproposito dimostrando che anche lui si è rassegnato alla lotta a difesa delle mura e sulla difesa della legge è disposto a chiudere entrambi gli occhi) e la confessione pubblica della minoranza di governo che, ormai, vota soltanto per difendere il proprio fortino non riuscendo nemmeno più a nascondersi dietro l’ipocrisia delle dichiarazioni moraleggianti. Domani i più ostinati difensori di questa combriccola di dopolavoristi che si spacciano per politici gioiranno per lo scampato pericolo perché il ponte levatoio è ancora alzato. Il problema è che la breccia gliela stanno aprendo alle spalle.
(Nella foto, il governo Prodi che lotta per la sopravvivenza)














Io ho solo un commento: che schifo.
Stanno superando ogni limite di decenza, si auto-assolvono (anche perchè qualcuno dell'opposizione blatera bene e truschina pro domo sua), si parlano solo tra loro...
Sì, sembra proprio l'ancién règime... peccato che non vedo la gente con la voglia di prendere il berretto frigio e il forcone... per un aiutino si mettono volentieri in adorazione a-la-islamique verso Monteciborio...
Ehm... Mthrandir, tesoro, non è che mi puoi fare un riassuntino? (allego occhioni da cucciolo) Sono un po' confusa da mosse e contromosse. Mi sono persa un pezzo... perché diamine hanno votato contro a Calderoli (intendo, a parte perché è Calderoli)? Insomma, cosa credevano ci fosse nascosto astutamente in quel pezzo? E perché non dovrebbero apprezzare la GdF??? Sono completamente confusa! :-s
Luciano, per una volta l'opposizione usa la testa e, seguendo i suggerimenti di Abr, vira sulle vele del gommone di Prodi. Sono in un angolo, basta tenerli lì. Fine dell'illusione di una spallata. Il governo, se cade, cade da solo. Noi gli si può dare più di qualche aiutino:-)
Valyaah, te non leggi tutto perchè ti annoi, dì la verità. Il riassunto è facile. Il testo di Calderoli, neutro perchè contiene solo l'apprezzamento verso la GDF va in votazione prima del documento "unitario" della minoranza di governo. E qui i senatori (visto che un voto contrario comporta la conseguenza di dover cassare quella frase da tutti i documenti successivi posti in votazione che la contengano) hanno due possibilità: la prima è votare il testo dell'opposizione - andando sotto - per mantenere in vita l'appreezzamento alla GDF anche sul loro testo, secondo votargli contro rinunciando di fatto ad apprezzare la GDF sul loro documento. Scelgono la seconda per spirito di corpo e il testo della minoranza esce "scorporato" dell'apprezzamento che Mastella aveva chiesto per cui, nella versione finale, il Senato approva solo quella parte di documento che condividie l'operato del governo. Frittata cotta e servita.:-)
Mea culpa! In verità non leggo tutto perché non ne ho materialmente il tempo! Grazie molte per il riassunto! :-) Ma dico... come possono permettersi di restare dove stanno (ossia ad occupare la poltrona) con popò di figura da chiodi che hanno fatto da soli? Non è questione di dignità oramai... giusto di decenza -_-'
Ma Vaalyah, cosa ti aspetti da un branco di bambini capricciosi? Senza offesa per i bambini capricciosi, naturalmente...
Loro hanno voluto la macchinina, e ora non la lasciano andare no, no, no! Ecco!
Dai, mamma, ancora solo un giro...eddaaaai...
BiGi, sinceramente versione moccioso petulante mi inquieti parecchio :-D :-D :-D però hai reso l'idea!
Grazie per la citazione nei commenti, ricambiata da apposito post :-)
ciao, Abr
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