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Quelli che non sanno cosa sia la democrazia | La Voce del Padrone
 

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Quelli che non sanno cosa sia la democrazia

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Siamo noi, quelli che stanno all’opposizione, a non sapere cosa sia la democrazia. E siamo non solo rei confessi, ma orgogliosi di non sapere cosa sia “questa” democrazia. Noi ignoriamo del tutto come si possa definire democratico un governo che impone ad un suo rappresentante di riconsegnare una delega senza motivazioni fondate (questa è la versione ufficiale), ma perché il parlamento è nervoso e che si comporta da mafioso con un generale della Guardia di Finanza che risponde ridicolizzando il presidente del consiglio rispedendo al mittente il contentino della nomina alla Corte dei Conti. Noi non sappiamo quale alta prova democratica sia una sospensione temporanea di un incarico a un vice ministro perché è fin troppo evidente che si tratti dell’ennesimo escamotage per salvare la seggiola. Noi non sappiamo che democrazia sia questa, ma sappiamo che non è una democrazia degna di questo nome: è occupazione di potere, arrogante presunzione che la gente sia fessa e fede assoluta nell’impunità di casta.
E non sappiamo se sia democraticamente accettabile che un primo ministro menta spudoratamente parlando di scelta unanime quando un ministro del suo governo (Di Pietro) lo smentisce pubblicamente ammettendo che la destituzione di Speciale sia stato un atto ritorsivo volto all’insabbiamento. Non sappiamo neanche che democrazia sia questa la cui compagine governativa, non paga del sistematico ricorso alla fiducia ogniqualvolta tiri un filo d’aria che annuncia pioggia, trova il tempo per riunioni straordinarie che hanno il solo scopo di evitare che il Parlamento faccia, almeno una volta, ciò che stato eletto per fare.
Non sappiamo nulla, siamo ignoranti, tanto ignoranti che ci sfugge il motivo in base al quale, di fronte ad un comportamento da cupola della famigghia di governo, un presidente della repubblica si nasconda al riparo del ruolo istituzionale rifiutandosi di vedere quello che gli accade sotto gli occhi. Non sappiamo, in questa democrazia, se quel presidente della repubblica sia garante o complice.

«Si è imposta l'autorità di governo, si è imposta una chiarezza. E soprattutto, il viceministro ha dato prova di senso dello Stato, vedendo che ormai la tensione era arrivata a un punto che non permetteva la gestione serena della Guardia di Finanza. Si è tirato indietro, si è messo a posto la situazione»

Queste sono le parole di Prodi. Non sappiamo cosa sia una democrazia dove qualcuno “mette a posto la situazione” e quale autorità abbia imposto questo governo di cialtroni.
Sappiamo, però, che in questa democrazia, quella della politica seria e alta di uno dei peggiori ciarlatani che ci sia capitato di ascoltare, lo Stato impone, ricatta, sistema, si vendica dei suoi servitori migliori per premiare i sollecitatori di trasferimenti.
Se questa è la democrazia, siamo contenti di non sapere cosa sia e di continuare a votarle contro. Siamo in tanti a non saperlo, caro presidente del consiglio. E ci siamo anche rotti un po’ i coglioni di prendere lezioni da un raccomandato senza faccia e senza onore il cui bilancio politico vede alla voce costi 40.000 miliardi delle vecchie lire e alla voce ricavi meno di zero.
Noi crediamo in una democrazia diversa da quella in cui crede lei e, mi creda, per lei è una bella fortuna.
Credessimo nella stessa, dal potere verrebbe licenziato non dal voto, ma dalla lama del boia.
(Nella foto, sistema elettorale democratico Prodi-style)

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ritratto di Mthrandir
 

Ineccepibile, come sempre.

Sarebbe anche da stigmatizzare il comportamento di Napolitano, che fa il coniglio e si "tira fuori", ma come capo delle forze armate - compito che la Costituzione gli assegna - chi è che ha firmato il decreto di revoca a Speciale?

Fatto, ma è già pronta la scusa sul potere di indirizzo. Stanare questi qua non è mica così facile:-)

sono di destra assolutamente

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