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Finchè la barca va | La Voce del Padrone
 

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Finchè la barca va

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...lasciala andare e guai a remare! E cos'altro potrebbe dire Romano Prodi nella situazione in cui si trova oggi? Il primo segno di cedimento è stato dato con la "calata" sugli statali la sera dopo i risultati delle amministrative: ben 101 euro al mese (per la gioia di Ichino). A testa! Ora invece siamo in pieno sbandamento con la mesta situazione del professore, che ovviamente, sta ricadendo sull'esecutivo e sulla formazione del nuovo Partito Democratico. Il Pd si è incontrato nuovamente nottetempo e questa volta nel luogo del misfatto, Piazza Santi Apostoli, preludio primaverile della Waterloo alle amministrative 2007. Come in ogni giallo che si rispetti, o come ci ha sempre consigliato il Cluedo, si torna sempre sul luogo del delitto. Qui però di misterioso non c'è nulla ed è tutto, purtroppo, sotto la luce del sole. Si tratta infatti della rappresentazione di un uomo politico che, ormai sul viale del tramonto, le prove tutte pur di rimanere in sella. Così due giorni fa, al chiaror della Luna, i 45 dell'Apocalisse (bello, li chiamerò così d'ora in poi), hanno deciso che ad ottobre (il 14 sembra) si eleggerà l'assemblea costituente del nuovo Pd "alla pummarola". Il dibattito avrebbe fatto emergere che le modalità per la scelta del leader del futuro soggetto riformista saranno dettate dalla stessa assemblea che eleggerà un segretario su proposta del nuovo presidente del Partito Democratico: Romano Prodi. Si avete capito bene, il nuovo soggetto riformista inizia con un prof Presidente! Insomma, chiunque - anche il più militante dei new democrat - capisce immediatamente che qualche cosa non torna. Persino i più sofisticati calcolatori farebbero fatica a capirci qualcosa. E mentre alcuni ex esponenti del Partito Repubblicano comunicano a Padoa Schioppa il loro voto al Senato (qualora il tesoretto venisse destinato ad assottigliare il deficit pubblico e con il Prof ad arrovellarsi con un altro dilemma, ben conscio che con una decisione del genere perderebbe la sinistra radicale), è trapelato che il braccio destro di Mastella, certo Mauro Fabbris, stia deambulando in Transatlantico dicendo a destra e a manca che "ormai la crisi di governo è solo da stabilire con un dove ed un quando". Ancora tu...ma non doveva capitare più? Questa domandina su una nuova crisi annunciata, e questa volta fatale, circola prepotente nei pensieri del premier, il quale in piena crisi di panico, avrebbe annunciato :" O si fa così, o me ne vado". Ormai sa dire solo quello. Se ne è accorto pure Cacciari che, in preda al delirio di militanza, avrebbe però messo sullo stesso piano sia Prodi che Berlusconi dichiarandoli "finiti", senza capire che il primo è messo molto peggio del secondo, dato che ormai è davvero in dirittura d'arrivo. Questo "aut aut" del professore riguardo la sua posizione nel Pd ha lasciato molti mal di pancia in giro, lanciando però un anti-infiammatorio, proposto dal segretario del "fu DS", chiamato "Speaker" o Segretario. Un leader esecutivo che sarà eletto su suggerimento del Presidente del Consiglio. Sempre lo stesso militante di prima, sapendo bene che questo non è un brutto sogno ma la realtà, non potrebbe far altro che gettarsi un cappio al collo per non subire più questi girotondi, addirittura peggiori di quelli di Nanni Moretti. Ad uscire più malconci dai capricci del prof sono stati quelli del botteghino, e non è un caso che prima dell'incontro dei 45, ci sia stato un serio faccia a faccia con Piero Fassino, poi proseguito con Rutelli e poi finito con Santagata, non quello del "Clan", ma solo un uomo di "ferro" di Prodi oltre che ad essere uno dei capofila per l'attuazione del programma Democratico. Ma non è finita perchè, come in ogni storia che finisce male, ecco spuntare il nome del "taglia nastri" per eccellenza, colui che non si sporca mai le mani: Walter Veltroni. Un uomo, una manifestazione cinematografica. Che per andarci alle manifestazioni a Roma devi fare slalom fra i crateri stradali che manco su Marte, però in compenso, anche da bendato ed acciaccato, sai che bei film cecoslovacchi che ti vedi? In molti giurano (davanti al fatto compiuto di quando Walter stracciò Prodi su un sondaggio di Repubblica) che un Prof vs un "Taglianastri" sarebbe un bagno di sangue. Soprattutto ora. E mentre, fra un litigio e l'altro, Fassino e Rutelli spingono per rilanciare il Pd prima dell'estate con Prodi che, nel suo immobilismo cosmico, ha ribadito che "c'è un tempo per tutto" e che bisogna rispettare la tabella di marcia, il governo rischia il collasso e con esso non solo quello che rimane della vita politica di un premier oramai alle corde, ma persino il progetto futuro della sinistra moderata. Niente primarie quindi per il Pd, ma tutto fatto a tavolino con i soliti ricatti ed inciuci, con i soliti "uomini nuovi" a guidare i riformisti del nostro paese. Cosa darei per sapere cosa ne pensano Ricolfi, Polito e Rossi, e cosa darei per vedere davvero all'interno del Pd qualche vero riformista. Con questo schema, il Pd sarebbe retto fino a quando, nel dopo Prodi, ci saranno le primarie per eleggere leader e candidato premier. Ed allora scenderebbero in campo tutti gli aspiranti, incluso il sindaco di Roma, "il taglianastri". Fossi un simpatizzante del Partito Democratico mi porrei qualche domanda o per lo meno starei attento che il match di box lasci vivo qualche "uomo nuovo" in dorso all'asinello. "Per un partito che si chiama democratico bisogna decidere insieme", ha ironizzato Fioroni. Di certo, a questo punto, non resta che l'ironia per mandare giù i bocconi amari.

A rileggerci

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