
Quando ci si mettono di buzzo buono, i governanti sono capaci di trovare energie impensabili per dare risposte ai problemi veri che angosciano i loro benevoli sudditi. E’ bastato un giorno, infatti, per risolvere del tutto la cosiddetta “Questione Settentrionale”, cioè quell’inelegante dimostrazione di dissenso elettorale che ha mandato a casa un buon numero di amministratori locali del centrosinistra ritenuti colpevoli di favoreggiamento nei confronti dell’esecutivo.
La cupola nazionale, dopo l’attacco di bile, aveva cercato di moderare i toni indicando nel disagio del Nord la causa principale del segnale di “disaffezione” lanciato nelle urne. Più di tutti si sono preoccupati coloro che percepiscono più da vicino lo scricchiolio della propria poltrona e, da un paio di giorni, lasciano la scrivania accompagnati dalla sgradevole sensazione che prova chi non sa se l’indomani la troverà ancora al suo posto.
Parliamo dei principi dei riformatori, delle menti più illuminate del defunto Partito Democratico, cioè di quelli che, a metà tra un ruolo che conta e uno che non conta un cazzo, hanno da perdere molto di più dei loro colleghi romani.
Chiamparino e Cacciari si sono fatti sentire, a loro modo, cercando di far notare che sopra al Po la gente diventa sempre più nervosa. Naturalmente, l’hanno detto nei termini che la nomenklatura di sinistra può capire, cioè mettendoci dentro il “progetto”, la “capacità di ascolto”, il “territorio” e tutto il resto dell’armamentario di vacuità con la quale animano i loro intelligenti convegni. Cacciari si è spinto oltre contestando la struttura rigidamente nazionale del Partito Democratico: dalle parti di Venezia servirebbe un partito leggero, un Partito Democratico Lombardo Veneto (PDLV?) federato con la mammina nazionale. Idea interessante, ma poco originale visto che quel mercato lì sembra da un pezzo in mano alla Lega.
Insomma, a discutere del Nord ci hanno passato quasi tutta la giornata promettendo e ripromettendosi che “daranno risposte alle istanze del cuore produttivo del paese”. Può sembrare un proposito vago, ma nei fatti è l’unico che possano perseguire: entrassero nel merito, dovrebbero ammettere che la ragione della frattura sta in un punto preciso, che è esattamente il contrario di quanto alberga nella mente confusa di Leoluca Orlando il quale, non pago della trombatura palermitana, insiste nel sostenere che la crisi si è manifestata nelle due zone (ci mette anche il Sud) dove maggiore è il bisogno di governo. Il ragionamento è la dimostrazione lapalissiana di quanto sia grave il problema di relazione tra Nord e centrosinistra. Il Nord ha bisogno di meno governo perché dell’ingerenza della politica e della ferocia fiscale si è rotto i coglioni. Il Sud, al contrario, ha bisogno di più Stato – e non di più governo -, nel senso più minimalista possibile e nei soli luoghi dove dovrebbe presentarsi, cioè polizia e giustizia. Si tratta di un’incomprensione tra modelli diversi che si possono riaggiustare in un solo modo: votando per la concorrenza sperando che sia meno centralista, meno dirigista e meno buonista.
Siccome i leader della coalizione di minoranza - che è il sinistra centro - sanno che i tre elementi di cui sopra (centralismo, dirigismo e buonismo) sono il loro codice genetico e la loro ragione di esistere, a prescindere dal fatto che li organizzino politicamente secondo uno schema federale o centralizzato, la “Questione Settentrionale” la possono risolvere in un modo solo, cioè ignorandola.
Oggi, infatti, non ne parla più nessuno perché sono tutti concentrati su un argomento a loro più congeniale, cioè la fondazione di un partito e il criterio di nomina del generalissimo. E, si badi bene, si sta parlando dell’ala cosiddetta riformista perché la sinistra radicale questi problemi non se li pone perché, assumendone l’inesistenza, non ce li ha.
Anzi, i nostalgici del socialismo reale procedono seguendo uno schema mentale ancora più efficiente e semplice perché loro il mondo se lo costruiscono per ipotesi nel chiuso dei komintern e, se la loro ipotesi non trova riscontri nella realtà, tanto peggio per quest’ultima.
Per tutte queste ragioni, e aggiungendoci i problemi uditivi del capo dello stato, mi sembra inopportuno pensare a chiedere le dimissioni del governo perché non arriveranno mai. Al contrario, mi sembra che più lottano per stare dove si trovano, peggio sarà al prossimo giro. Se si costringessero oggi alle dimissioni franerebbero sotto una valanga di voti contrari; ne uscirebbero gravemente feriti, ma vivi. Implodessero, come è probabile che avvenga, dovremmo soltanto organizzarne i funerali.
(Nella foto, cerimonia di fondazione del Partito Democratico)














Come al solito un'analisi oculata e corretta.
Solo su un punto non sono d'accordo: io su Chiamparino non sarei così duro. Io non abito in Torino città, ma avendo a che fare per lavoro con gli Enti pubblici locali posso garantire che l'attuale primo cittadino è un buon sindaco.
In particolare se lo mettiamo a confronto con gli ultimi improponibili esempi (Luciano Mollea potrà essere più preciso al riguardo), soprattutto il suo immediato predecessore: Valentino Castellani è il classico esempio di personaggio da evitare come la peste bubbonica. Già aveva dato sfoggio della sua personalità come docente del Politecnico...si potrebbe dire: "Eh, ma ha procurato le Olimpiadi invernali a Torino"
Per carità! A posteriori (a priori non l'avrei mai detto, anzi ero molto molto scettico ed auspicavo pure un flop) sono state un successo e ne sono contento.
Ma il suddetto figuro ha badato bene a recepire solo gli onori del compito (viaggi a destra e a manca spesati dal contribuente, riconoscimenti e prime pagine dei giornali, coronati dal passaggio al Toroc - id est altri soldi ed altra gloria) mentre la parte "sporca" è stato ben lieto di sbolognarla a chi è venuto dopo di lui (il cantiere continuo che ha massacrato Torino negli ultimi anni pre-2006, organizzato ovviamente alla carlona e con tutti gli interventi assieme per stare nei tempi consoni, causando disagi inani per tutta la popolazione ed i pendolari - da cui il mio odio aprioristico verso la manifestazione).
Poi tutti hanno i propri difetti, e Chiamparino non ne è certo esente, ma onestamente - sebbene appartenga ad uno schieramento politico opposto al mio allineamento - se fossi stato residente in Torino avrei sicuramente votato a favore della sua rielezione e sono ben contento che abbia vinto.
Partito democratico del lombardo veneto - Pdlv?! Meglio Lvdp- La voce del padrone .... anche perchè avrebbe lo stesso numero di iscritti credo!
;-)
ciao, Abr
BiGi, io non discuto dell'operato di Chiamparino in qualità di amministratore locale, ma di quello che dice da politico. A maggior ragione perchè nel suo schieramento è considerato un personaggio di rilievo. Probabilmente è meglio come sindaco che come politico:-)
Abr, non scherziamo. Guarda i feed di oggi: 14 abbonati. Noi siamo molti di più:-)
Non so perché, ma tutti questi affanni per il PD, per il suo leader, per la sua costituzione, mi ricordano tanto i cricieristi che danzano, inconsapevoli e vacui, nei saloni del Titanic poco prima del tragico affondamento... che sia un'impressione o una speranza, questo lo ignoro
Credo si avvii a divenir certezza. Per quanto, mai sottovalutare l'istinto di autoconservazione che è forza potente:-)
Chiamato in causa, intervengo per dire quello che penso di Chiamparino.
Pur essendo gradini sopra il suo borioso e tronfio predecessore (piccola nota: il predecessore non ha procurato le olimpiadi a Torino, per quello ci pensò il non molto compianto Gioannin Lamiera), Chiamparino non è esente da critiche.
E' pur sempre uno che si deve democristianamente giostrare con una giunta in cui sono presenti i soliti bifolchi comunisti, quelli per intenderci che sostengono i centri sociali che lordano via Roma dopo che è stata ripulita a spese dei contribuenti o che sostengono i campi nomadi degli zingari perchè ci hanno la moglie rom...
Chiamparino ha solo il vantaggio di avere quella faccia e quei modi da "bon omm" che vince perchè sta in una città molto ipocrita e perbenista contro un centrodestra che farebbe meglio a praticare il suicidio collettivo per far del bene alla collettività.
(Ansa) Roma 30 maggio - "Non parlerei come Prodi di delusione, ma per la prima volta le sinistre vengono sradicate dal nord" - ha detto Bertinotti - "Sono ridotte a un fenomeno marginale"... e se se n'è accorto lui adesso, è tutto un dire visto che a sinistra arrivano a capire le cose sempre dopo gli ultimi. Inoltre, il subcomandante Berti dice che forse a fine legislatura lascerà la politica perchè è fisicamente molto stancante. Ecco, spero che la legislatura finisca entro fine agosto. Glielo auguro davvero. E hai voglia a minimizzare, il botto c'è stato ed è stato pure bello grosso.
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