
Il sinistra centro gongola per l’ottimo risultato alle amministrative visto che, contro ogni previsione, qualcuno lo vota ancora. Non sono moltissimi, non sono convintissimi, ma la crocetta la mettono lo stesso sperando che il buon Dio, quello cattolico o quello ateo non importa, cominci a darsi da fare per salvare la baracca.
Pur contando risultati non definitivi, la maggioranza che appoggia – si fa per dire – l’attuale governo trionfa ad Agrigento agganciando la poltrona del primo cittadino e urlando ai quattro venti che la riscossa siciliana è partita. Fa niente che il candidato sia un ex UDC e che il consiglio comunale di Agrigento conti 22 consiglieri di centrodestra contro 8 del centrosinistra. Una vittoria lampante e senza discussioni. Anche a L’Aquila, maggioranza sugli scudi e importanti conferme a Genova città (ma in provincia si va al ballottaggio per la prima volta dopo 500 anni di dominio rosso) Cuneo e La Spezia. Tutte vittorie per uno a zero, ma fanno classifica lo stesso.
Negli ambienti che contano si tira un sospirone e qualcuno si è lasciato prendere dall’entusiasmo dichiarando di aver ottenuto non meno di un pareggio fuori casa.
Il migliore, come sempre, è Romano Prodi che inventa il concetto di “attenzione negativa” per dire che al Nord non ce l’hanno con il sinistra centro, ma piuttosto sono un po’ boccaloni e non hanno ancora capito la portata epocale delle riforme di Bersani. Sono elettori fatti così, bisogna anche essere generosi e comprenderli. Dal suo entourage esce anche l’idea che si sia trattato di un voto a “macchia di leopardo”. Ci hanno anche i leopardi originali a Palazzo Chigi perché sono felini col mantello in tinta unita sul quale fanno capolino giusto un paio di nei.
Un’altra volpe unionista, uno degli aspiranti al Comitato per le Esequie del futuro Partito Democratico, parla di frattura antropologica. A sinistra, Chiamparino o no, la faccenda della razza proprio non riescono a togliersela dalla capoccia. Il sindaco di Torino è perplesso: l’economia cresce, i conti sono risanati, va tutto una meraviglia e la maggioranza perde. Si interroga senza riuscire a darsi una risposta che molti dei suoi ex sudditi hanno chiarissima: tutto questo accade non grazie, ma nonostante Prodi. Alle frottole sui meriti dell’extragettito e ai riallineamenti fiscali di Visco credono soltanto gli eletti ulivisti. Gli elettori, come al solito, sono cento chilometri avanti e, soprattutto, lavorano ogni giorno toccando con mano l’ampiezza di una differenza tra detto e fatto che sta diventando abissale.
Nelle roccaforti ci si difende allo stremo, ma i viveri scarseggiano anche lì e all’orizzonte non si vedono rinforzi. Al contrario, le legioni del Partito Democratico si sono squagliate prima di aver terminato l’addestramento a sono in rotta prolungata quasi ovunque. Al quartier generale sono troppo impegnati ad eleggere il capo di stato maggiore per accorgersi che la truppa sta lasciando l’accampamento. Se vanno avanti così, e speriamo, la data di fondazione sarà rinviata dal 14 ottobre direttamente al 2 novembre: breve cerimonia, corona di fiori e tutti a casa.
Uno dei più lucidi è Giordano che ha capito che i voti, impossibili da prendere su un progetto politico che non c’è, bisogna comprarseli. Lo dice chiaramente sebbene nel linguaggio tradizionale del vetero comunismo. Il risarcimento sociale alla classe operaia è una burocratica perifrasi di un concetto lapalissiano la cui applicazione non si è fatta attendere. Nella notte, oscuro riparo che protegge i mestieranti delle attività equivoche, hanno mollato i 101 euro agli statali perché in dieci casi si va al ballottaggio che bisogna risalire la china in nome della serietà e della coerenza.
Di qua, la vittoria si è vissuta in maniera sobria: i portavoce di Forza Italia (ma quanti sono?) incalzano gli sconfitti e chiedono dimissioni impossibili. La Lega risorge, riparla di bastonature rispolverando le metafore dei giorni d’oro e riscoprendo nostalgie celoduristiche che parevano sopite. L’UDC, tanto per cambiare, sta nel mezzo aspettando che arrivi la piena per affogare eroicamente assieme al suo progetto centrista alternativo.
La gente va meno a votare e - sorpresa delle sorprese! – stavolta al mare è andata una bella fetta di elettorato militante. Speriamo non stiano diventando militanti anche di qua che sarebbe non un campanello d’allarme, ma la campana a morto per ogni progetto liberale. Tra quindici giorni, a ranghi ridotti, si consumano gli ultimi fuochi. Parma, Piacenza e Genova (provincia) sono i campi principali. Chi ha più da perdere è la ex maggioranza, soprattutto sotto la Lanterna. Il resto è mancia, come al solito.
(Nella foto, macchie di leopardo)














Dong....dong...dong.... (suono la campana a morto)
LOL alla didascalia :)
a.man.
Ma come si fa a prendere in considerazione casi elettorali assolutamente folli come Agrigento e Taranto? Spero si voglia scusare la mia diffidenza ma le comunali al centrosud sono sempre un terno al lotto... secondo me dice poco o nulla anche Reggio Calabria.
Be' comunque oggi c'è un po' di nervosismo in giro......!
;-)
Chissà perchè?
bye
Le macchie ai leopardi servono per il mimetismo. Con quelle poche macchie mi sa che si sarebbero estinti un bel po' di tempo fa...
Per Mthrandir: Sei un grande! E tra gli autori di post che preferisco, bravo, intelligente e divertente. Cosa volere di più?
Ieri sera sentivo stizzite reazioni di Russo Spena a la7 contro Daniele Bellasio (vicedirettore del Foglio).
Che dire, mi sembra la scena di quando la Iervolino nel 1994 apparve dalla sede del PPI forte (!) di un 11% di risultato a chiocciare con la sua voce che "Il partito sostanzialmente ha tenuto"...
Da ridere se non sarebbe da piangere...
LOL! :))
un leopardo albino!
ahahah, ma come ti vengono in mente? bellissima!!! :D
Chiedo venia per il ritardo, ma il superenalotto si rifuta di prendermi in considerazione e tocca anche lavorare, ogni tanto.
Chris, suona tranquillo. Speriamo che al funerale venga qualcuno perchè, con l'aria che tira, l'atmosfera è quella dell'estremo saluto allo zio rincoglionito che nessuno sopportava più;
Ossequi al sindaco, che almeno si ricorda di commentare:-P;
D.O.: appena lo vedo, giuro che lo chiedo direttamente a Diliberto. Sulla metafora, obbietto. I terni al lotto si vincono per caso (o per culo). Là si paga direttamente:-)
Tintallie, niente nervosismi. Prodi vive in un mondo suo che, nel più breve tempo possibile, speriamo smetta di essere anche il nostro. Baci;
Valyaah, dipende. Un leopardo albino al Polo ci sta da Dio. Peccato che lo veda solo Prodi:-)
nicknamemadero: grazie, obrigado. Posso fare la lista?
Luciano Mollea: qui ridiamo per disperazione, ultima difesa prima dell'estrema scelta:-)
Bierre: il copyright è di Prodi, giusto riconoscerlo. Io sono un povero falsario che riporta il più fedelmente possibile l'opera dell'ingegno altrui:-)
"Grazzie" a tutti.
Mthrandir... un leopardo albino lo vede solo Prodi? Dammi qualche giorno! Avrai mie notizie via mail :-D
Ehi, guardati la mail... miscredente! :-D :-D :-D
Visto. Va in onda in giornata:-)
Invia nuovo commento