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Carabinieri educatori e Grande Fratello: la scuola si rinnova

La sinistra italiana odia la scuola – sia quella pubblica sia quella privata -, è un dato di fatto. Dopo averne demolito l’impianto iniettandole il virus del sei politico in nome dell’egualitarismo da senzatetto cerebrale e averla riempita di professori che di enciclopedico hanno solo l’ignoranza e l’inadeguatezza al compito, oggi si appresta a darle il colpo di grazia affidandola alle sapienti mani di Beppe Fioroni e di Livia Turco, due soggetti che in un paese appena normale non solo non sarebbero ministri, ma sarebbero amorevolmente custoditi in luoghi specializzati.

Siccome qui abbiamo il gusto della sperimentazione sociale, si è scelto di sottrarli al compito di nutrire i passeri con gli avanzi dei pasti per vedere se una loro collocazione ai vertici dell’amministrazione dello Stato potesse aiutarli a ricostruirsi una vita autonoma. Scelta coraggiosa, quella di Prodi, che merita un sincero plauso nonostante gli esordi non siano esattamente incoraggianti. Ma bisogna dargli tempo perché ogni operazione di reinserimento ha le sua brave difficoltà e sarebbe sbagliato mettere eccessiva pressione su due soggetti che appaiono ancora estremamente fragili per tollerare un’obbiezione anche pacata.

Assecondiamoli pure, dunque, ma teniamoli d’occhio perché hanno la tendenza a lanciarsi in spericolate iniziative il cui disegno, ai più, non risulta immediatamente comprensibile e perché, senza un’adeguata azione di sostegno, rischiamo di far loro un male peggiore di quello a cui li abbiamo voluti sottrarre.

Il caso più impegnativo sembra quello del ministro della salute che, come noto, soffre di frequenti dissociazioni da se medesima e tende ad agire prima di pensare: tipico degli istintivi, ma potenzialmente pericoloso quando si tratti del comportamento di chi dovrebbe seguire una strategia coerente. Le prime avvisaglie delle difficoltà ad elaborare un progetto più articolato della prenotazione al ristorante si ebbero già nel novembre scorso quando la Turco, probabilmente vittima di un eccessivo entusiasmo, decise di decretare la morte della Fini Giovanardi raddoppiando i limiti ammessi per la detenzione di stupefacenti. Disse, allora, che il provvedimento serviva per diminuire le occasioni di contatto tra consumatori e spacciatori visto che, questi ultimi, sono soggetti non del tutto raccomandabili. Insomma, era un modo per evitare che i nostri giovani frequentassero il meno possibile le cattive compagnie. L’intento era nobile, ma il TAR del Lazio, saggiamente, lo considerò fin da subito un ragionamento troppo moderno per il nostro paese e consigliò il governo di ripensarci congelando il provvedimento in attesa di una ulteriore riflessione. Il ministro si risentì parecchio, ma i suoi amorevoli tutori la convinsero a non fare ricorso. Ma si trattò di una tregua e non di una rinuncia perché, all’inizio di maggio, l’uscita di Chiamparino sulla necessità di essere di manica meno larga non solo con gli spacciatori, ma anche con i consumatori, le ha risvegliato il demone. Infatti, propose di introdurre nel nostro ordinamento la condanna ai lavori di giardinaggio o alla pulizia delle strade invece del ritiro della patente. Anche qui si intervenne per tempo considerando che, specie i lavori di giardinaggio, sarebbero parsi una punizione equivoca: in linea con le abilità agricole di alcuni, ma proprio per questo sospette di essere ammonimenti al limite dell’incoraggiamento.

Poi arriviamo ad oggi e alla proposta di mandare nelle scuole i NAS, i Nuclei AntiSofisticazione dei Carabinieri, per fare cosa non si sa. Ora, i più ingenui potrebbero vedere in queste proposte un piccolo segno di incoerenza, ma sono solo impressioni. La Turco, infatti, ha già precisato di restare comunque un’antiproibizionista convinta e che ciò si sposa perfettamente con il ricorso all’intervento dei Carabinieri: a loro, infatti, non verrebbero assegnati compiti di controllo o di repressione, ma di educazione e di informazione. Forse gli affideranno una cattedra per gestire un programma formativo ed informativo sull’uso delle droghe, magari limitato al piano teorico perché le abilità manuali di rullaggio canne sono già incluse nei programmi di qualche insegnate di ruolo. Forse, uniranno gli sforzi perché drogarsi è un’arte e non si può farlo alla cazzo di cane. In attesa che intervengano nuovamente gli infermieri, è sfuggito al controllo dei suoi anche Beppe Fioroni che, tra un cappuccino e una brioche, ci fa sapere che metteranno telecamere ovunque. Si sentiva il bisogno di un investimento così cospicuo in tecnologie moderne perché dei filamti coi telefonini non se ne poteva veramente più. Se proprio dobbiamo andare su YouTube, allora meglio metterci filmati in alta definizione prodotti direttamente dal ministero dell’istruzione. Una specie di reality che andrà in onda su Rai Nettuno Sat 24 ore al dì con tanto di pubblico votante e nominations. Alla fine dell’anno, il gesto più trasgressivo verrà premiato con una laurea honoris causa e la serata sarà condotta dalla professoressa di Lecce più famosa d’Italia.

E’ chiaro che sono solo provocazioni e che fanno malissimo l’Unione Genitori e l’Unione degli Studenti - Unione, eh? – a temere che la scuola si trasformi in un luogo di repressione. Non c’è pericolo. La scuola resterà il luogo di produzione di schiere di ignoranti destinati a rinfoltire il numero degli adepti delle due associazioni di cui sopra perché questa classe dirigente non è mica eterna. Dovremo pure pensare ad un ricambio adeguato, no?

(Nella foto, futuro ministro)

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ritratto di Mthrandir
 

Io comunque qualche perquisizioncella a scuola la farei...così, tanto per prevenire prima di curare...anche perché a chi dovrebbe ricoprire un ruolo di educazione e controllo negli istituti viene impedito dalla legge e dalla propria inerzia di farlo.

BiGi, dai... Te li vedi i picchetti e le manifestazioni dei poveri repressi di fronte alla pula in tenuta antisommossa? Non scherziamo, è un delirio al quale è meglio non associarsi. Da che mondo è mondo, la scuola non l'hanno mai riformata i carabinieri o le telecamere. Anzi, quando ci si son messi loro, son divetate madrasse. Al peggio non c'è limite, non diamo loro altre idee:-)

Ma quali sbirri... bocciate, bocciate, bocciate!!!

La scuola possiede un'arma unica nel suo genere solo che si è ridotta a sparare a salve. Dove sono finiti i 7 in condotta incondizionati che compromettevano mesi e mesi di sacrifici?

Perquisizioni? fermi? si faccia pure, con garbo e fuori dalle mura scolastiche. Affinché - a scuola - la disciplina torni ad essere rispettata solo ed esclusivamente per l'autorità solenne e perentoria (ormai dimenticata) di sanzioni disciplinari.

Una scuola con le "forze di pace" è una scuola che ha perso... anzi, fallito.

Ma anche dentro le mura, non sono mica ambasciate straniere. Eccheccazzo!:-)

Eh, bierre...sfondi una porta aperta in questi dintorni...
Purtroppo nello Stato 100% Diritti e 0% Doveri in cui viviamo non funziona così!

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