
Come non esistono del resto tutti gli associazionismi italiani, che tanti anni fa saranno anche serviti a qualcosa. Ora invece sono diventati solo autoreferenziali e solo servi di quei pochi potenti che le foraggiano. Questa è la realtà. Quindi figuriamoci quando parliamo di un sindacato d'impresa potente come quello di Confindustria. Oggi Luca Cordero di Montezemolo, all'assemblea generale degli industriali italiani al Parco della Musica di Roma, ha parlato ai soliti noti, a quelli che gli pagano "la retta" annuale per mantenere le identità regionali e provinciali che compongono l'associazione più grande delle imprese italiane. Nelle prime file le solite persone ed i soliti poteri forti, politici ed economici. Ho ancora negli occhi e nelle orecchie le parole del discorso di Silvio Berlusconi agli industriali pre 9 Aprile dove ad applaudire i capi di turno e quelli che si pensava dovessero vincere in maniera scontata, stavano le prime file, i soliti privilegiati, quelli di sempre. Ad applaudire il Cavaliere invece erano le seconde file, le Pmi, la stragrande maggioranza degli imprenditori, identità che sento mie dato che anche io, per qualche tempo, ho fatto parte di quella folta schiera di personaggi silenti che si alzano alle 8:00 e vanno a letto all'una di notte per far quadrare i conti, per guadagnare, creare benessere e per mandare avanti anche il paese pagando le tasse. Perchè sì, c'è chi evade, ma c'è anche tanta industria che le paga le tasse. Ed oggi Montezemolo non ha avuto giustamente pietà di questo governo insulso che ci ritroviamo, lanciando di fatto un manifesto politico, una vera e propria discesa in campo. L'idea di avere Montezemolo come politico però mi raggela il sangue. Come può il presidente di Confindustria sparare a zero sul governo Prodi, quando di fatto lo ha appoggiato? Come può essere applaudito un discorso, si sensato su tante cose, ma talmente ovvio e populista da non far sorridere e scuotere la testa? Come mai quelle cose non le ha dette prima del 9 di Aprile? Perchè doveva difendere alcuni potenti o alcune categorie? Troppo facile Dott. Montezemolo uscire allo scoperto al suo ultimo anno di Presidenza sparando a zero su un esecutivo che, visto gli attori, sapevamo come si sarebbe comportato. Troppo facile Dott.Montezemolo. Lei non è un uomo nuovo. Lei è presidente di un sindacato di imprese, come tutte le altre Conf. e sindacati che, parere personale è ovvio, tarpano il paese immobilizzando qualsiasi tipo di cambiamento. Lei sta nel gotha economico italiano da troppi anni ormai per poter essere credibile. Anche lei e la sua associazione avete colpe, quindi il suo sproloquio di oggi non mi ha convinto nonostante la sensatezza delle sue parole. Qualora scendesse in campo, non avrà mai il mio voto e lo dico senza problemi, anche se, come vien da pensare, si schierasse con il centrodestra. Sarebbe ora invece che le associazioni ed i Sindacati contassero meno in questo stramaledetto paese, che fossero meno ingerenti nella politica e nelle scelte che servono all'Italia. Ne avrebbero da guadagnare le imprese stesse con più concorrenza e più meritocrazia, oltre che a tutti i cittadini. E non guadagnerebbero, come sempre, solo i soliti noti , ma finalmente tutti i piccoli imprenditori che mandano avanti questo dannatissimo paese. Dott. Montezemolo un consiglio, torni da dove è venuto e ci lasci in pace almeno lei. Almeno è ancora in tempo a non rinfoltire la schiera delle nullità di cui è composta la nostra classe politica. Lo faccia per se stesso e lo faccia per il paese.
A rileggerci.













Ieri su legno storto c'era un altro commento pari al tuo altrettanto centrato...
Montezemolo è un altro di cui c'è poco da fidarsi... peccato che a quanto riporta Oscar Giannino oggi su Libero, sembra ci siano tanti gonzi che ci cascheranno...
Io spero di no, anche perchè se questo è il nuovo che avanza preferisco rimanere col vecchio. E' invece piuttosto probabile che il Duca Conte della Fiat de noantri voglia provare a fare un grande partito di centro. E in tanti salirebbero sul carrozzone, purtroppo.
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