
E’ presente solo fra le pieghe dell’informazione di questo periodo. Se ne parla a mezza bocca e quasi sussurrando. Ma la contestazione dei Dico è stata solo lo specchietto per le allodole per ‘testare’ la piazza (riempita da molti fedeli a disagio, ma anche e soprattutto dalle organizzatissime Acli) e vedere quanti si possono smuovere agitando lo spauracchio dell’attentato alla famiglia (organizzazione sociale in crisi da moltissimi anni e non certo a causa delle sempre più numerose unioni di fatto). Ma ora si sta preparando un’altra battaglia e questa sarà assai più difficile. Perché riguarda davvero tutti i cittadini: è l’offensiva sul ‘testamento biologico’. Da mesi oramai il professor Ignazio Marino, presidente della commissione Sanità della Camera , cattolico osservante eletto fra le file dei DS, sta conducendo la sua battaglia per arrivare ad una legge che dia indicazioni precise su questo delicato argomento. E poiché su questo tema hanno espresso parere positivo anche moltissimi esponenti di spicco del centrodestra (e questo significa che in tempi brevissimi si potrebbe arrivare alla formulazione di una legge bipartisan, snella e moderna), ecco che è arrivata la CEI ad agitare il ditino verso i soliti laici relativisti ed anche verso i cosiddetti ‘cattolici adulti’. Ed è di ieri l’ultima esternazione di Monsignor Betori che ha detto testualmente: “più che contrarietà, in questo momento non vediamo la necessità di una legge” in quanto “già da ora tutto ciò che riguarda il testamento biologico è previsto nel rapporto tra medico e paziente, che garantisce il porsi della libertà del paziente con la responsabilità del medico” ed è per questo che per voce del cardinale Javier Lozano Barragan (che guida il Pontificio consiglio per la pastorale della Salute) si indica nel medico curante e in un comitato di bioetica (e NON nell’autodeterminazione e nella volontà del paziente) coloro in grado di valutare i confini dell’accanimento terapeutico. A questa posizione (che reintroduce la decisionalità paternalistica medica a scapito della volontà del malato) risponde con fermezza il senatore Marino : "I principi contenuti nella legge che auspico sul testamento biologico, non si discostano in alcun modo da quelli contenuti nel Catechismo della Chiesa Cattolica. Come la Chiesa ha ritenuto importante dare indicazioni vincolanti per le coscienze dei fedeli su una tematica tanto delicata, allo stesso modo lo Stato deve poter formulare una legge che dia indicazioni precise ai cittadini. E che tuteli tutti i pazienti dal rischio dell'accanimento terapeutico". Argomento del contendere è soprattutto in quale conto debbano essere tenuti, nel caso del paziente terminale, supporti come idratazione, alimentazione ed ossigenazione (quest’ultimo aspetto legato anche all’utilizzo di macchinari, come il respiratore automatico) che, secondo la Chiesa, non possono essere considerate ‘cure’ e che quindi vanno mantenute fino alla fine. Minori indicazioni invece su quello che concerne la ‘terapia del dolore’ (parte importante delle cosiddette cure palliative), anche perché è difficile tracciare un confine tra trattamento del dolore terminale ed effetti collaterali degli stessi farmaci antidolorifici maggiori (tra cui l’insufficienza respiratoria che porta essa stessa alla morte).
Ma può davvero una legge chiara sul testamento biologico essere l’apertura verso l’eutanasia attiva? E davvero il parere del paziente su quali cure ritiene accettabili per sè in caso di malattia terminale non può vincolare il medico curante?














Il problema a mio avviso è che i parlamentari, da qualsiasi schieramento essi provengano, tendano a strumentalizzare le parole della chiesa o di qualsivoglia corrente di pensiero. Al di là delle credenze religiose, sarebbe opportuno che i nostri politici votassero davvero secondo SCIENZA e coscienza. Invece molto spesso si accampano motivi di coscienza quando in realtà fa comodo "fare proprio" il volere della chiesa. Se solo i politici imparassero a non servirsi delle varie ideologie forti, tutti ne trarremmo giovamento. E' facile sfruttare l'anticlericalismo o il clericalismo: è difficile essere se stessi e questo i nostri politici credo non l'abbiano capito.
Ciao Iny,
ottimo articolo come sempre, I Know what you mean!
Snake: purtroppo ci si accapiglia sempre per dei falsi problemi. In questo caso uno dei falsi problemi è rappresentato dalla triade alimentazione/idratazione/ossigenazione, che è verissimo che è un diritto fondamentale dell'individuo, ma è altrettanto indubbio che nella stragrande maggioranza dei casi dei pazienti terminali diventa una terapia (alimentazione tramite sondino naso-gastrico o PEG, idratazione tramite infusione endovenosa, ossigenazione tramite ventilatore meccanico) alla quale è lecito rinunciare SE (e sottolineo se) c' è una disposizione precedente in tal senso data dal paziente.
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